Gennaio 26, 2009

Problem manager

Trovare una soluzione è molto più facile quando il problema è di un altro.

Premessa: la ragion d’essere del problem manager

La costante del lavoro nell’era delle nuove tecnologie è che ci troviamo costantemente a che fare con problemi vari di cui non sappiamo quasi nulla.

Nella maggior parte dei casi si tratta in di questioni banali su cui tuttavia perdiamo un sacco di tempo, mentre un esperto saprebbe tirare fuori la soluzione nel giro di poco.

La frammentazione che domina la contemporaneità, ha prodotto un adattamento negli impiegati 2.0 cioè ricorrere al vetusto plus-lavoro marxiano come soluzione: stare in ufficio fino a tardi cercare su google (o con metodi più raffinati) e arrovellarsi sul problema fino ad uscirne (qualcuno lo deve pur fare).

I più accorti fanno tesoro della propria esperienza diventando in questo modo degli esperti di qualcosa che magari non gli servirà più per il resto della vita.

In effetti gli esperti brulicano, ma considerando che in media non hai la minima idea di che cosa faccia il tuo vicino di scrivania (dannati open space) non è sempre facile trovarne uno quando ti serve.

Perché non creare una figura a cui chiunque può rivolgersi per qualsiasi problema, che nel giro di poco ci può mettere in contatto con un esperto? Una sorta di yahoo answers umano, che al posto di sparare risposte a caso ti mette nelle mani della persona giusta.

Job description: le principali mansioni

Il compito principale del problem manager è quello di diventare un solution scout: andare in giro per l’ufficio, informarsi sul lavoro e sugli interessi dei colleghi
Armonizzare la domanda e l’offerta di know how all’interno dell’azienda, cortocircuitando il malcapitato e l’esperto
Creare e gestire la wiki aziendale e creare un database di esperti in base ai problemi risolti
Promuovere la cultura della condivisione delle informazioni, dei files di lavoro e delle best practices
Fornire consulenza come problem setter, esercitare l’arte della maieutica
Supportare l’HR per il recruiting di nuovo personale

Requisiti del candidato

Laurea in filosofia o affini
Forte curiosità e capacità di ascolto
Disponibilità e propensione ai rapporti interpersonali
Passione per il mondo e delle tecnologie legate a internet (web 2.0, social networking)
Costituiscono requisito preferenziale l’abitudine a fumare, bere caffè della macchinetta e fare numerose pause durante la giornata.

Probabilmente anche tu hai bisogno di un problem manager!

Gennaio 20, 2009

2009 – 3 approcci contro la crisi

Il 2008 non è stato il massimo, ma secondo il giudizio degli esperti gli effetti della crisi arriveranno nel 2009. Sperare in Obama non è una soluzione. Ecco alcune possibilità da prendere in considerazione:

1. Continuare a lavorare come sempre e far girare l’economia!
2. Prendersi un anno sabbatico e dedicarlo alla formazione. Meglio affrettarsi perché in giro si dice che i posti per i master in business economy stanno per finire.
3. Prendersi un anno sabbatico, e trasferirsi in Brasile o nel sud est asiatico fin che non finisci i soldi. Inutile stare a dannarsi se le cose non girano: se ne riparla nel 2010.

Settembre 3, 2008

Il futuro sono aggregatori

Il futuro sono gli “aggregatori”. Aggregatori di Feed RSS, siti per social bookmarking, review sharing, ecc. sono gli strumenti centrali per sopravvivere di fronte alla crescita entusiasmante e dispersiva di contenuti, blog, siti e strumenti. Nell’era dell’internet ”writable” (uno dei fattori principali che ha acuito il problema della complessità), il fatto che ciò che viene scritto possa essere anche letto e scoperto è piuttosto vitale… e i motori di ricerca, rispetto a determinati scopi risultano un po’ carenti.

In attesa del web semantico vero e proprio (inteso quello dove i computer imparano a capirci, e non solo a simulare un po’ di comportamenti cognitivi umani), bisogna arrangiarsi un po’ da soli, con gli strumenti che ci sono. In questo senso le tecnologie che ci sono non sono sufficienti per riuscire a costruire un filtro per riuscire a raccogliere e seguire tutti gli argomenti che ci interessano, o ad individuare in modo veloce le informazioni fondamentali quando cerchiamo di studiare un campo nuovo.

Per questo il lato umano è fondamentale. Gli un network di amici, se bene “educato”, unito ad alcune scelte “tecnologiche” condivise può essere una buona strada per soddisfare la necessità di organizzare l’attività di ricerca e organizzazione delle informazioni. Si potrebbe partire da qui:

  • Trovare molti amici che condividano con te gli stessi interessi, disposti a segnalarti cose che ti possono interessare, creando un vero e proprio social network di “esperti” che si consultano a vicenda
  • Convincerli ad utilizzare una piattaforma comune (una wiki, del.icio.us, yahoo answers, twine…)
  • E soprattutto diffondere una prassi comune nello scambio e nell’organizzazione delle informazioni, che deve diventare una sorta di missione collettiva

Giugno 24, 2008

In effetti è vero…

Scndnno una rericca dlel’uinrivtesà di Cmbarigde, l’odrnie in cui le lettete di una praloa snoo srtitce non è irmtaotne, a ptato che la pmira e l’utmila leretta sanio al psoto gusito.

Achne se il rteso dlele ltetere può eserse talotnetme dsoritsndto, si resice cunumqoe a legegre sneza polbermi.

Quteso è dutovo al ftato che la metne unama non lgege le proale lerteta per lerteta, ma le precipecse cmoe dlele untià.

Creto che crogerge i rufesi è nioso, ma srivece sablitago è mloto più fitocaso!

Maggio 26, 2008

Microblogging in 140 caratteri

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  • Lifestreaming o istantaneità
  • Il contenuto, la libertà dell’autore
  • La brevità è uno stimolo, non un limite
  • Con 140 caratteri si può dire molto