Trovare una soluzione è molto più facile quando il problema è di un altro.
Premessa: la ragion d’essere del problem manager
La costante del lavoro nell’era delle nuove tecnologie è che ci troviamo costantemente a che fare con problemi vari di cui non sappiamo quasi nulla.
Nella maggior parte dei casi si tratta in di questioni banali su cui tuttavia perdiamo un sacco di tempo, mentre un esperto saprebbe tirare fuori la soluzione nel giro di poco.
La frammentazione che domina la contemporaneità, ha prodotto un adattamento negli impiegati 2.0 cioè ricorrere al vetusto plus-lavoro marxiano come soluzione: stare in ufficio fino a tardi cercare su google (o con metodi più raffinati) e arrovellarsi sul problema fino ad uscirne (qualcuno lo deve pur fare).
I più accorti fanno tesoro della propria esperienza diventando in questo modo degli esperti di qualcosa che magari non gli servirà più per il resto della vita.
In effetti gli esperti brulicano, ma considerando che in media non hai la minima idea di che cosa faccia il tuo vicino di scrivania (dannati open space) non è sempre facile trovarne uno quando ti serve.
Perché non creare una figura a cui chiunque può rivolgersi per qualsiasi problema, che nel giro di poco ci può mettere in contatto con un esperto? Una sorta di yahoo answers umano, che al posto di sparare risposte a caso ti mette nelle mani della persona giusta.
Job description: le principali mansioni
Il compito principale del problem manager è quello di diventare un solution scout: andare in giro per l’ufficio, informarsi sul lavoro e sugli interessi dei colleghi
Armonizzare la domanda e l’offerta di know how all’interno dell’azienda, cortocircuitando il malcapitato e l’esperto
Creare e gestire la wiki aziendale e creare un database di esperti in base ai problemi risolti
Promuovere la cultura della condivisione delle informazioni, dei files di lavoro e delle best practices
Fornire consulenza come problem setter, esercitare l’arte della maieutica
Supportare l’HR per il recruiting di nuovo personale
Requisiti del candidato
Laurea in filosofia o affini
Forte curiosità e capacità di ascolto
Disponibilità e propensione ai rapporti interpersonali
Passione per il mondo e delle tecnologie legate a internet (web 2.0, social networking)
Costituiscono requisito preferenziale l’abitudine a fumare, bere caffè della macchinetta e fare numerose pause durante la giornata.
Probabilmente anche tu hai bisogno di un problem manager!






1 Commento
Giugno 27, 2009 alle 8:07 pm
come mai ho l’impressione che tu ti sia ritagliato addosso la job description del probelm manager?
Tra i requisiti fondamentali aggiungerei:
Appassionato di musica indie elettro low fi che predilige ascoltare a basso volume in ufficio (dannati open space!!!) allientando (!?!) i colleghi di lavoro.
Mi sembra una feature imprescindibile per il ruolo di problem manager..che ne dici?