V-business e Second Life

Il virtual business consiste nella vendita di prodotti materiali o virtuali attraverso un mondo virtuale (…il business è reale, è il mondo che è virtuale!).

Perchè buttarsi nel v-business su Second Life?

1. Nonostante il crescente numero di “abitanti” di SL, i vantaggi maggiori, per il momento, sembrerebbero derivare dalla visibilità sugli altri media, che stanno concedendo molto spazio all’argomento, e dal ritorno di immagine legato all’alone di innovatività che SL getta su chiunque ci si avventuri. In questo senso, entrare in Second Life è paragonabile ad un’azione di viral marketing, in cui l’obiettivo principale è creare buzz e far parlare di sè (conviene quindi sbrigarsi per non perdere l’onda!)

2. In una prospettiva un po’ meno minimalista, SL potrebbe essere utilizzata con finalità di comunicazione più articolate, introducendo anche forme di CRM e di survey. Ecco i vantaggi del v-business su Second Life secondo 01Net (via Cedric Deniaud – Fullsix):

  • Un laboratorio virtuale: per testare virtualmente i nuovi concept
  • Una vetrina per i brand: l’importanza di essere presenti!
  • Presentazione di cataloghi: una dimostrazione virtuale può fare di più che una brochure patinata (?)
  • Possibilità di utilizzare un linguaggio innovativo: utilizzare forme di persuasione diverse rispetto a quelle del linguaggio del web “statico” (per esempio quelli studiati a Stanford dai ricercatori di Captology).
  • Un nuovo tipo di user experience: l’utente può interagire in un mondo virtual
  • Nuovi canali di contatto con la marca: l’utente potrebbe eventualmente comunicare con un “commesso” reale che chatta in tempo reale con i clienti attraverso il suo avatar
  • Simulazione di casi d’uso

3. Una terza via, decisamente più radicale, potrebbe essere quella di scommettere sul v-business (in senso pieno) come evoluzione, alternativa dell’e-commerce o come nuovo canale di vendita.

In conclusione (per ora…)

Mi sembra necessario in ogni caso considerare alcune questioni rispetto all’utilizzo dei canali di comunicazione virtuali:

  • Tecnologia: oltre alla disponibilità di banda, l’utilizzo di SL richiede skills tecniche e motivazione iniziale per l’instalazione del client, per l’utilizzo del software, e per l’ambientazione nel mondo virtuale.
  • Target:: la tecnologia utilizzata e il tipo di media producono un filtro “fisiologico” sul target, promuovendo in modo particolare le “tribù” legate alle sfere del trendy/esibizione tecnoconfidente. Per un’azione di marketing strutturata nel virtuale occorre quindi valutare che il target di riferimento del brand o del prodotto sia presente nel mondo virtuale…
  • Target 2: la selezione a-priori del target, d’altra parte, potrebbe avere anche dei risvolti positivi rispetto alla possibilità di stimolare un target omogeneo con azioni più mirate (se devi pescare trote, è più facile pescarle in un vivaio di trote, piuttosto che in un lago dove ci sono mille altri pesci diversi!)
  • Approccio: sembrerebbe che SL abbia conquistato l’attenzione di pubblico e investitori perché è un media sinonimo di novità, basato sulla metafora del reale, che permette di fare un tipo comunicazione a cui le aziende sono più abituate (aprire un negozio, piazzare un distributore automatico o un bel cartellone). Ma funziona realmente così?

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One thought on “V-business e Second Life

  1. Pingback: Una serata su Second Life « Trolley crash

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