05 Generazione L

Perché chi ha la fissa del web 2.0 non può resistere alla tentazione di fare delle liste? In realtà quello delle liste è, come la maggior parte delle cose, un problema molto più antico, un vero e proprio genere letterario, un grande_classico, particolarmente democratico e alla portata di tutti (non serve essere particolarmente acuti o creativi per fare una lista!). Continua a leggere

Enterprise 2.0

Se vi chiedete cosa sia, sappiate che non è una navicella spaziale in stile Star Trek…

Considerazione preliminare: quest’anno pure il Festivalbar è diventato 2.0. Grandioso. Un’ulteriore riprova che sui teen, a quanto pare, la cosa stia funzionando…

Ma veniamo al tema del post. Una delle cose più interessante del web 2.0 è la dimensione dello scambio e dell’aggregazione rappresentata ed esplorata dai siti di social networking. Queste cose non sono solo passatempi per adolescenti, ma costituiscono una modalità nuova di scoprire, organizzare e condividere le informazioni, e più in generale di sfruttare le potenzialità del web, con risvolti molto interessanti anche per quanto riguarda la sfera professionale.
Il lavoro è relazione. Chi più chi meno, le attività lavorative portano le persone ad avere contatto con gli altri e ad intrattenere relazioni con un numero piuttosto alto di persone. Alcune applicazioni web come LinkedIn o Plaxo aiutano a rendere più trasparenti i rapporti tra le persone, o ad organizzare la propria “rubrica”, che rispetto ai tempi in cui c’era solo il telefono e indirizzo postale, raccoglie molti più informazioni di contatto.
Si lavora in gruppo… molto spesso in luoghi e momenti diversi, su progetti di complessi che richiedono differenti professionalità e che fanno emergere la necessità di coordinarsi per ottenere un risultato. In questa direzione possono essere molto utili le wiki, i siti di social bookmarking, calendari condivisi, applicazioni web di task management, e siti per lo scambio di dati e files…
In generale l’idea di costruirsi uno strumento ad hoc per fare le cose di cui si ha bisogno in modo più efficiente, unito all’idea di collaborare e di condividere la propria “cultura” sono alla base del concetto stesso di evoluzione tecnologica, e anche l’enterprise 2.0, nel suo piccolo, rientra in questo percorso.

PS qui c’è tutto quello che serve sapere sul social networking…

Una serata su Second Life

Ho deciso di dedicare del tempo a SL, chiacchierare un po’ con gli utenti più esperti per togliermi un po’ di curiosità e per ambientarmi un po’ e vedere dal “vivo” le iniziative che stanno nascendo…Ieri sera, facendomi tippare un po’ in giro, sono andato in un Club brandizzato, dove ho bevuto un energy drink, guadagnandomi l’effetto scia luminosa per il mio avatar.la mia gita nel Burn energy drinkIl posto non è molto grande ma all’ora dell’aperitivo è piuttosto animato:la mia gita nel Burn energy drinkSi tratta di un’iniziativa nella prospettiva “minimalista” di cui ho parlato in un post precedente collegata ad altre iniziative, dal club infatti si può accedere al sito web relativo.A proposito: peccato che al club non ci fosse anche Kate… :-) …comunque ditemi cosa ne pensate!Note:Partendo dai luoghi indicati sulla pagina “terre italiane” della Second life Italia Wiki (a cui ho aggiunto la slurl del posto di cui ho parlato) ho trovato un po’ di posti frequentati da italiani. Qui ci sono ultimi blog dedicati a SL che ho letto, in particolare a proposito della “vita” in SL e dei motori di ricerca per i luoghi, gli oggetti e gli avatar di Second Life:

  1. http://www.secondlifeblog.it
  2. http://www.freshcut.it/tag/second-life
  3. http://cristiancontini.blogspot.com/
  4. http://second-life.pivari.com/
  5. http://www.secondlife.it/
  6. http://corporatesecondlife.blogspot.com/
  7. http://feelrouge.blogspot.com/
Comunque, se proprio devo dirlo non è che sta Second life mi faccia proprio impazzire…

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Errata corrige… in parte

Anche Flickr ha localizzato in italiano!

Ma c’è un preò… Nel precedentte post mi lanciavo fiducioso nell’apprezzare l’accresciuta attenzione verso il pubblico italiano da parte di alcuni siti dela galazzia “2.0”, ma stando ad un recentissimo rapporto Forrester (Europeans Have Adopted Social Computing Differently – 11/07/2007), parrebbe che il pubblico italiano non abbia ancora dato una risposta massiccia a questo tipo di siti…

Ma andiamo con calma. Il rapporto analizza alcune attività (blogging, partecipazione nei commenti, social networking, gathering). Gli italiani a quanto pare, sono curiosi, ma non molto continui: sperimentano le novità ma senza diventare necessariamente degli utilizzatori assidui.

L’attività in cui primeggiamo in tutta Europa è la raccolta di informazioni e contenuti, nella fattispecie attraverso podcast e feed RSS (in particolare, manco a dirlo, quello della gazzetta dello sport!), mentre siamo tra gli ultimi per quanto riguarda il Social Networking (MySpace.com, LinkedIn ecc.)…

Chissà che la maggiore offerta di siti di questo tipo in italiano non cambi le cose: nel casi io l’avevo detto!


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Web 2.0 it’s not about a new technology, it’s a new philosophy

Questo blog è solo all’inizio, mi sento perciò in dovere di pubblicare un post della categoria “grandi_classici” del blogging…

Gli aspetti più interessanti che fanno funzionare il web 2.0 non risiedono nella tecnologia, ma piuttosto nell’approccio, nel linguaggio utilizzato e nei servizi forniti. Dal punto di vista tecnico le basi del Web 2.0 sono state poste sul finire degli anni 90’ con l’introduzione di nuovi approcci al design dei siti e con lo sviluppo delle applicazioni web (es. API). Lo sviluppo delle tecnologie ha avuto un parallelo nella maturazione degli utenti del web, che ha permesso fra l’altro la nascita di blog, wikis e di nuove modalità di partecipazione e interazione degli utenti.

àUno dei pilastri del Web 2.0 è la (a volte teorica, ma sicuramente ostentata) centralità dell’utente:

  • User generated contents: dalla pubblicazione alla condivisione delle informazioni tra utenti
  • Folksonomies e tags: nuove modalità di classificazione e navigazione dei contenuti basata sulle definizioni date dagli utenti
  • Contenuti virali (la cui replicazione è favorita da utenti-enzimi)
  • Social networks basate principalmente sul concetto di “sharing” applicato a cuntenuti, opinioni, bookmark e segnalazioni/adesioni (Digg, StumbleUpon)
  • Enfasi su concetti come “life“, “my“, “you

Linguaggio ed estetica sono due aspetti fondamentali con cui il web 2.0 si manifesta:

  • Context is the king: le informazioni contestuali (tag, notizie sull’autore e il suo network) determinano il valore e il significato dei contenuti
  • Umanizzazione/personificazione delle relazioni e della comunicazione (es. corporate blog): la rete è un’occasione di conversazione e scambio tra persone, non tra entità
  • Organizzazione e navigazione dei contenuti codificata secondo canoni estetici piuttosto condivisi di semplicità e pulizia
  • Design dell’interazione, call to action ricorrenti (share, post, comment…) creazione di nuove icone auto-esplicative
  • Fusso di contenuti via blog: i contenuti non si aggiornano, ma ne vengono aggiunti di nuovi


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