Microblogging in 140 caratteri

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  • Lifestreaming o istantaneità
  • Il contenuto, la libertà dell’autore
  • La brevità è uno stimolo, non un limite
  • Con 140 caratteri si può dire molto
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Aboliamo i crosslink

I crosslink sono un virus!
Un retaggio del passato, noiosi da gestire e generalmente poco utili ai navigatori…
Insomma, i crosslink sono:
  • una pezza artigianale in attesa del web semantico
  • un incubatore di link rotti
  • una distrazione per gli utenti

Io odio i crosslink: ma non tutti sono d’accordo… 

Sposa la causa. Unisciti al gruppo!

Diversificare la presenza online

Confrontandomi con un po’ di amici ho iniziato a riflettere su una situazione abbastanza paradossale, che riguarda l’utilizzo di Myspace come vetrina per promuovere le proprie iniziative personali. Lo spunto nasce da un’osservazione di una mia amica, che si lamenta del fatto che la pagina su Myspace della sua agenzia di organizzazione eventi viene utilizzata dagli utenti come punto di riferimento per avere informazioni, che registra molto più traffico che il sito “ufficiale” e che la visibilità guadagnata su Myspace genera accessi al suo sito. 

Myspace killed the radio star?

A parte i problemi specifici legati alla pagina della mia amica, in cui manca una vera call to action che possa spostare il traffico anche sul suo sito, ho notato che Myspace anche in molti altri casi finisce per essere un contenitore chiuso, da cui gli utenti, specie quelli registrati, tendenzialmente non escono. Questa circostanza è dovuta in parte alle caratteristiche tipiche del sito che è pensato per altri scopi, in parte alla mancanza di una coscienza sviluppata di come gestire gli spazi a disposizione nel modo più efficace e soprattutto a scegliere i canali appropriati.  

Il nuovo paradigma

L’avvento di siti contenitore, social networking ecc. ha fatto emergere la possibilità/necessità di una diversificazione nella presenza online, rispetto agli obiettivi che si vogliono ottenere. Generare contatti, comunicare un brand, raccogliere dati e gestire il rapporto con gli utenti non sono più azioni che si svolgono con un unico sito: questo vale per le piccole entità economiche, ma anche per i più grandi, sempre alla ricerca di una maggiore visibilità sulla rete. In questo senso Myspace (in certi casi), e Facebook (soprattutto) sono dei terreni che non si possono lasciare incolti!

Diversificare la presenza in rete

Pianificare una strategia di diversificazione è quanto mai opportuno, per evitare di sprecare energie! Partendo da un’analisi dei propri obiettivi bisogna valutare se è più conveniente utilizzare i social network ecc. per convogliare i contatti in un unico punto, oppure portare avanti numerose attività parallele su canali diversi, lavorando sulla specificità di ciascuno di essi. In ogni caso non è una cosa facile, anche perché nei canali partecipativi ci sono delle regole da rispettare, e non si può sempre giocare in casa: fortunatamente però esistono i consulenti.

Fare Marketing con Facebook

Facebook è un sito di social networking che sta crescendo molto rapidamente, anche nel segmento over 30*… Le potenzialità di questo mega-contenitore sono grandi perché contiene tutti gli elementi di un sito Web 2.0 maturo*. Inoltre, per quanto riguarda l’aspetto marketing Facebook si presenta come un mezzo potente e conveniente per diffondere idee e messaggi, l’anello di congiunzione (che forse mancava ancora) tra il Web 2.0 e il mondo dei brand.

Cos’è Facebook?

Di base Facebook può essere assimilato a MySpace. Un sito per il social networking in cui i membri possono creare il proprio profilo personale, postare foto, inviare messaggi pubblici e privati, condividere interessi iscrivendosi a gruppi e costruire un elenco di amici, aggiungere musica, video e fun alla propria pagina personale… Facebook ha però qualche cosa in più che deriva dall’impostazione di fondo del progetto (deep integration, mass distribution, new opportunity):

  1. Innanzi tutto si propone come una piattaforma in grado di costruire un framework per aggregare al suo interno (secondo la filosofia del mash-up) ogni genere di contenuto o applicazione
  2. Ha un carattere sociale fortemente accentuato, in cui la logica dello sharing è particolarmente pervasiva
  3. L’incentivo alla scoperta, alla partecipazione, all’utilizzo e alla diffusione dei contenuti è rafforzato da un’idea molto aperta e libera della distribuzione di massa. Tendenzialmente puoi avere tutto quello che vedi, e puoi prenderlo direttamente dal profilo degli altri utenti…
  4. In più ogni volta che scegli di utilizzare qualcosa, ti viene caldamente proposto di condividerlo con gli amici della tua lista
  5. Il sistema di richieste e notifiche e di messaggistica è piuttosto elaborato e crea una pressione notevole (a volte anche troppo) sugli utenti, spingendoli a tornare sul sito molto spesso
  6. Il clima è generalmente molto rilassato e orientato all’ironia e al divertimento (le applicazioni che implicano uno scambio di messaggi, ad esempio, offrono una serie di testi ed emoticons preimpostati molto convincenti, che ti passa la voglia di scrivere qualcosa di personale!) in questo modo l’interazione degli utenti è facilitata e spinge a comunicare molto di più, e molto più velocemente rispetto agli altri canali partecipativi sul Web
  7. La gestione dinamica dei contenuti è spinta al limite. La generazione di contenuti e storie rappresenta un’ulteriore peculiarità di Facebook, tanto che si potrebbe parlare di User generated contents automatici (sembra un ossimoro ma è proprio così!): le applicazioni di Facebook, infatti, pubblicano in un mini-feed tutto ciò che l’utente fa, come una sorta di Twitter automatico che racconta e condivide con il gruppo di contatti le esperienze dell’utente. Insomma: informazioni snack + aggiornamento continuo = massa critica
  8. In ogni caso gli utenti possono limitare la pervasività delle applicazioni limitando alcune funzionalità automatiche
  9. La user experience è studiata particolarmente bene (specie rispetto a myspace!): pagine ordinate, contenuti flash in modalità safe, modularità delle strutture che permettono di personalizzare le pagine trascinando i vari moduli dove si vuole
  10. …e infine le applicazioni!

Cosa sono le applicazioni di Facebook?

Le applicazioni di Facebook sono un insieme di widget che possono essere aggiunti ai profili degli utenti. La maggior parte delle applicazioni sono prodotte da sviluppatori indipendenti, e sono programmate in php. Lo scopo delle applicazioni concretizza i punti cardine del Web 2.0:

  1. Entertainment e generazione di contenuti, ad esempio video, musica, animazioni divertenti per arricchire le pagine personali degli utenti, diffusione di giochi, viral, ecc…
  2. Strumenti fruibili socialmente, per costruire e rafforzare i collegamenti tra gli utenti attraverso test, giochi e messaggistica
  3. Strumenti utili per la comunicazione, la promozione e per gli affari (i fondatori stessi del sito incoraggiano questo tipo di utilizzo, ebay ad esempio ha già sviluppato delle applicazioni per Facebook)

Appunti per il marketing

Alcuni presupposti da considerare:

  • Alto tasso di esposizione virale, che permette una propagazione molto rapida dei contenuti. Una volta che un’applicazione viene pubblicata su Facebook, gli utenti possono installarla ripetutamente generando una quantità continua di traffico, che può essere indirizzato poi verso il tuo sito web…
  • La grande disponibilità di informazioni socio-demografiche relative agli utenti (scrupolosamente tracciate) permette di attuare azioni mirate sul target di riferimento
  • Possibilità di realizzare applicazioni a diversi livelli di complessità, anche a costi contenuti
  • Ed è sempre bene considerare la possibilità di sfruttare il momento di hype per avere visibilità, dato che tra le Big Brand ancora poche si sono mosse qui (Nokia e Coca Cola Australia ad es.)
Alcune fonti e link per approfondire:
  • Consiglio innanzi tutto di andare dritti alla fonte e di guardare questa presentazione di Mark Zuckerberg, guru del progetto, sia per quanto riguarda la filosofia del sito (valida in generale per i siti web 2.0, che per alcune soluzioni riguardanti la user interface…)
  • Per qualche dato sulla diffusione ecc. vedere questa ricerca Forrester – Big brands & Facebook…

Prossimi post che voglio scrivere: Perchè Facebook è meglio di Second Life…

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    T-shirt mania

    Il sito che vende la maglietta wi-fi è questo

    …poi però dobbiamo mandargli la nostra foto!

    Se pensate ad un regalo di natale per una vecchia zia multimediale, vi consiglio questo gadget, che rivisita un classico del regalo di natale alla vecchia zia non-multimediale…

    In ogni caso ho già trovato una nuova maglietta niente male:

    e se volete una buona fonte per questo tipo di cose, andate sulla sezione technology/gadget di digg, uno dei miei siti preferiti…

    Enterprise 2.0

    Se vi chiedete cosa sia, sappiate che non è una navicella spaziale in stile Star Trek…

    Considerazione preliminare: quest’anno pure il Festivalbar è diventato 2.0. Grandioso. Un’ulteriore riprova che sui teen, a quanto pare, la cosa stia funzionando…

    Ma veniamo al tema del post. Una delle cose più interessante del web 2.0 è la dimensione dello scambio e dell’aggregazione rappresentata ed esplorata dai siti di social networking. Queste cose non sono solo passatempi per adolescenti, ma costituiscono una modalità nuova di scoprire, organizzare e condividere le informazioni, e più in generale di sfruttare le potenzialità del web, con risvolti molto interessanti anche per quanto riguarda la sfera professionale.
    Il lavoro è relazione. Chi più chi meno, le attività lavorative portano le persone ad avere contatto con gli altri e ad intrattenere relazioni con un numero piuttosto alto di persone. Alcune applicazioni web come LinkedIn o Plaxo aiutano a rendere più trasparenti i rapporti tra le persone, o ad organizzare la propria “rubrica”, che rispetto ai tempi in cui c’era solo il telefono e indirizzo postale, raccoglie molti più informazioni di contatto.
    Si lavora in gruppo… molto spesso in luoghi e momenti diversi, su progetti di complessi che richiedono differenti professionalità e che fanno emergere la necessità di coordinarsi per ottenere un risultato. In questa direzione possono essere molto utili le wiki, i siti di social bookmarking, calendari condivisi, applicazioni web di task management, e siti per lo scambio di dati e files…
    In generale l’idea di costruirsi uno strumento ad hoc per fare le cose di cui si ha bisogno in modo più efficiente, unito all’idea di collaborare e di condividere la propria “cultura” sono alla base del concetto stesso di evoluzione tecnologica, e anche l’enterprise 2.0, nel suo piccolo, rientra in questo percorso.

    PS qui c’è tutto quello che serve sapere sul social networking…

    Io li ci sono già

    è online Imthere, un nuovo social network molto simile al progetto di cui sto discutendo da un po’ di settimane assieme a degli amici, che probabilmente non riusciremo mai a fare come lo stiamo pensando perché non sappiamo programmare! Dannazione!

    Imthere permette, tra le altre cose, di associare persone ad eventi creando un network cross tra on e offline. Il sito non funziona ancora benissimo, ma il modo in cui hanno sviluppato il tema è interessante.

    In ogni caso io li ci sono già!

    In ogni caso se sei:

    • folgorato dai social networks e dal web 2.0
    • interessato a sviluppare un idea piuttosto buona
    • …e soprattutto capace di programmare
    • con buone conoscenze in fatto di db
    • e con parecchio tempo libero

    Commenta che verrai subito ricontattato!


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