Alcantara Lab features user generated videos

In occasione del concorso per giovani video makers Extraordinary every day movie contest Alcantara LAB contest ha lanciato un canale di Youtube con i filmati dei partecipanti.

Alcuni video non sono male (e tra gli autori alcuni nomi mi sembra di averli già sentiti in manifestazioni come Assab One…)

In ogni caso i miei top 4 sono:

  1. The fakir, di Alessandra Cardone
  2. Kidnapped by Alcantara, di Cinzia Pedrizzetti
  3. Looking the thresholds di Sara Caliumi
  4. Extraordinay every day di Duarte Amorim de Oliveira




Fare Marketing con Facebook

Facebook è un sito di social networking che sta crescendo molto rapidamente, anche nel segmento over 30*… Le potenzialità di questo mega-contenitore sono grandi perché contiene tutti gli elementi di un sito Web 2.0 maturo*. Inoltre, per quanto riguarda l’aspetto marketing Facebook si presenta come un mezzo potente e conveniente per diffondere idee e messaggi, l’anello di congiunzione (che forse mancava ancora) tra il Web 2.0 e il mondo dei brand.

Cos’è Facebook?

Di base Facebook può essere assimilato a MySpace. Un sito per il social networking in cui i membri possono creare il proprio profilo personale, postare foto, inviare messaggi pubblici e privati, condividere interessi iscrivendosi a gruppi e costruire un elenco di amici, aggiungere musica, video e fun alla propria pagina personale… Facebook ha però qualche cosa in più che deriva dall’impostazione di fondo del progetto (deep integration, mass distribution, new opportunity):

  1. Innanzi tutto si propone come una piattaforma in grado di costruire un framework per aggregare al suo interno (secondo la filosofia del mash-up) ogni genere di contenuto o applicazione
  2. Ha un carattere sociale fortemente accentuato, in cui la logica dello sharing è particolarmente pervasiva
  3. L’incentivo alla scoperta, alla partecipazione, all’utilizzo e alla diffusione dei contenuti è rafforzato da un’idea molto aperta e libera della distribuzione di massa. Tendenzialmente puoi avere tutto quello che vedi, e puoi prenderlo direttamente dal profilo degli altri utenti…
  4. In più ogni volta che scegli di utilizzare qualcosa, ti viene caldamente proposto di condividerlo con gli amici della tua lista
  5. Il sistema di richieste e notifiche e di messaggistica è piuttosto elaborato e crea una pressione notevole (a volte anche troppo) sugli utenti, spingendoli a tornare sul sito molto spesso
  6. Il clima è generalmente molto rilassato e orientato all’ironia e al divertimento (le applicazioni che implicano uno scambio di messaggi, ad esempio, offrono una serie di testi ed emoticons preimpostati molto convincenti, che ti passa la voglia di scrivere qualcosa di personale!) in questo modo l’interazione degli utenti è facilitata e spinge a comunicare molto di più, e molto più velocemente rispetto agli altri canali partecipativi sul Web
  7. La gestione dinamica dei contenuti è spinta al limite. La generazione di contenuti e storie rappresenta un’ulteriore peculiarità di Facebook, tanto che si potrebbe parlare di User generated contents automatici (sembra un ossimoro ma è proprio così!): le applicazioni di Facebook, infatti, pubblicano in un mini-feed tutto ciò che l’utente fa, come una sorta di Twitter automatico che racconta e condivide con il gruppo di contatti le esperienze dell’utente. Insomma: informazioni snack + aggiornamento continuo = massa critica
  8. In ogni caso gli utenti possono limitare la pervasività delle applicazioni limitando alcune funzionalità automatiche
  9. La user experience è studiata particolarmente bene (specie rispetto a myspace!): pagine ordinate, contenuti flash in modalità safe, modularità delle strutture che permettono di personalizzare le pagine trascinando i vari moduli dove si vuole
  10. …e infine le applicazioni!

Cosa sono le applicazioni di Facebook?

Le applicazioni di Facebook sono un insieme di widget che possono essere aggiunti ai profili degli utenti. La maggior parte delle applicazioni sono prodotte da sviluppatori indipendenti, e sono programmate in php. Lo scopo delle applicazioni concretizza i punti cardine del Web 2.0:

  1. Entertainment e generazione di contenuti, ad esempio video, musica, animazioni divertenti per arricchire le pagine personali degli utenti, diffusione di giochi, viral, ecc…
  2. Strumenti fruibili socialmente, per costruire e rafforzare i collegamenti tra gli utenti attraverso test, giochi e messaggistica
  3. Strumenti utili per la comunicazione, la promozione e per gli affari (i fondatori stessi del sito incoraggiano questo tipo di utilizzo, ebay ad esempio ha già sviluppato delle applicazioni per Facebook)

Appunti per il marketing

Alcuni presupposti da considerare:

  • Alto tasso di esposizione virale, che permette una propagazione molto rapida dei contenuti. Una volta che un’applicazione viene pubblicata su Facebook, gli utenti possono installarla ripetutamente generando una quantità continua di traffico, che può essere indirizzato poi verso il tuo sito web…
  • La grande disponibilità di informazioni socio-demografiche relative agli utenti (scrupolosamente tracciate) permette di attuare azioni mirate sul target di riferimento
  • Possibilità di realizzare applicazioni a diversi livelli di complessità, anche a costi contenuti
  • Ed è sempre bene considerare la possibilità di sfruttare il momento di hype per avere visibilità, dato che tra le Big Brand ancora poche si sono mosse qui (Nokia e Coca Cola Australia ad es.)
Alcune fonti e link per approfondire:
  • Consiglio innanzi tutto di andare dritti alla fonte e di guardare questa presentazione di Mark Zuckerberg, guru del progetto, sia per quanto riguarda la filosofia del sito (valida in generale per i siti web 2.0, che per alcune soluzioni riguardanti la user interface…)
  • Per qualche dato sulla diffusione ecc. vedere questa ricerca Forrester – Big brands & Facebook…

Prossimi post che voglio scrivere: Perchè Facebook è meglio di Second Life…

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    Enterprise 2.0

    Se vi chiedete cosa sia, sappiate che non è una navicella spaziale in stile Star Trek…

    Considerazione preliminare: quest’anno pure il Festivalbar è diventato 2.0. Grandioso. Un’ulteriore riprova che sui teen, a quanto pare, la cosa stia funzionando…

    Ma veniamo al tema del post. Una delle cose più interessante del web 2.0 è la dimensione dello scambio e dell’aggregazione rappresentata ed esplorata dai siti di social networking. Queste cose non sono solo passatempi per adolescenti, ma costituiscono una modalità nuova di scoprire, organizzare e condividere le informazioni, e più in generale di sfruttare le potenzialità del web, con risvolti molto interessanti anche per quanto riguarda la sfera professionale.
    Il lavoro è relazione. Chi più chi meno, le attività lavorative portano le persone ad avere contatto con gli altri e ad intrattenere relazioni con un numero piuttosto alto di persone. Alcune applicazioni web come LinkedIn o Plaxo aiutano a rendere più trasparenti i rapporti tra le persone, o ad organizzare la propria “rubrica”, che rispetto ai tempi in cui c’era solo il telefono e indirizzo postale, raccoglie molti più informazioni di contatto.
    Si lavora in gruppo… molto spesso in luoghi e momenti diversi, su progetti di complessi che richiedono differenti professionalità e che fanno emergere la necessità di coordinarsi per ottenere un risultato. In questa direzione possono essere molto utili le wiki, i siti di social bookmarking, calendari condivisi, applicazioni web di task management, e siti per lo scambio di dati e files…
    In generale l’idea di costruirsi uno strumento ad hoc per fare le cose di cui si ha bisogno in modo più efficiente, unito all’idea di collaborare e di condividere la propria “cultura” sono alla base del concetto stesso di evoluzione tecnologica, e anche l’enterprise 2.0, nel suo piccolo, rientra in questo percorso.

    PS qui c’è tutto quello che serve sapere sul social networking…

    Arriva c6.tv

    Oggi una notizia interessante. Arriva c6.tv, la prima (non solo) web tv milanese, presentata giusto l’altro giorno.
    Nata in parte dall’esperienza di sei milano (che mi piaceva molto quando andavo al liceo), unita a varie partnership tecnologiche, comunicative/strategiche, si propone di utilizzare il web e le tecnologie mobile per la diffusione e la raccolta di contenuti.

    Le idee su cui si basa questo progetto sono tante, tra cui:

    1. User generated contents (anche contenuti pubblicitari, molto up to date!)
    2. Citizen journalism
    3. Democrazia e collaborazione, grazie anche ad una redazione per coordinare ed incrementare la qualità della partecipazione dei cittadini video-reporter
    4. Contemporaneità: notizie in diretta, comunicazione veloce su cosa sta avvenendo nel momento preciso in cui lo guarda (molto twitter!)
    5. Creazione di canali nati e aggregati dal basso
    6. Profilazione e personalizzazione, categorizzazione dei contenuti
    7. Tecnologia*
    8. Multicanalità e multipiattaforma sia per la fruizione che per l’upload (web, mobile, satellite analigico)
    9. Milanesità
    10. Presenza tecnologia nella città (ad es. intallazione di web cam comandate in remoto e monitor interattivi in giro per la città)

    La tecnologia è senza dubbio uno degli aspetti fondamentali del progetto, attualmente dal sito non è ancora del tutto chiaro cosa ci sarà: saranno comunque sfruttati più formati per il web e il mobile (wmv, flash etc.), non chè varie forme di raccolta dei contenuti…

    L’idea della diretta mi sembra molto stimolante, anche se mi piacerebbe che ci fossero degli spazi dedicati alla costruzione di servizi di approfondimento e opinione, magari con un tool di elaborazione dei vido web based come Jumpcut… e soprattutto mi piacerebbe un approccio estremamente video-centrico come nelle web tv di cui ho parlato in un precedente post.

    La sfida mi sembra complessa, stimolante e degna di supporto. I tempi saranno maturi? Sui temi messi in gioco c’è una certa discussione in questo momento!

    Insomma: sono un potenziale target… resto in curiosa attesa delle prime trasmissioni!


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    Errata corrige… in parte

    Anche Flickr ha localizzato in italiano!

    Ma c’è un preò… Nel precedentte post mi lanciavo fiducioso nell’apprezzare l’accresciuta attenzione verso il pubblico italiano da parte di alcuni siti dela galazzia “2.0”, ma stando ad un recentissimo rapporto Forrester (Europeans Have Adopted Social Computing Differently – 11/07/2007), parrebbe che il pubblico italiano non abbia ancora dato una risposta massiccia a questo tipo di siti…

    Ma andiamo con calma. Il rapporto analizza alcune attività (blogging, partecipazione nei commenti, social networking, gathering). Gli italiani a quanto pare, sono curiosi, ma non molto continui: sperimentano le novità ma senza diventare necessariamente degli utilizzatori assidui.

    L’attività in cui primeggiamo in tutta Europa è la raccolta di informazioni e contenuti, nella fattispecie attraverso podcast e feed RSS (in particolare, manco a dirlo, quello della gazzetta dello sport!), mentre siamo tra gli ultimi per quanto riguarda il Social Networking (MySpace.com, LinkedIn ecc.)…

    Chissà che la maggiore offerta di siti di questo tipo in italiano non cambi le cose: nel casi io l’avevo detto!


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    Social network che sbarcano in Italia

    Da un po’ di tempo osservo con un certo interesse che una serie di siti della galassia “web 2.0” (social network, user generated contents, social updating…) stanno sbarcando in Italia, a fianco dei vari youtube e myspace.

    Hi5 e Zooppa hanno localizzato addirittura i testi… con qualche licenza poetica, tipo “riflettore” come traduzione di “spotlight” (ineccepibile del resto). Al momento non ho fatto ancora una ricerca sulla portata del fenomeno, ma immagino che se si sono presi la briga di tradurre in italiano questi siti, un motivo ci sarà..

    Tutto questo per dire:

    • Le aggregazioni transnazionali di utenti che usano questi siti sono una grande ricchezza, culturale ed economica, e mi piacciono molto
    • Le idee e il linguaggio che stanno alla base di certi siti riescono a parlare ad un pubblico internazionale e trasversale (e anche a molti italiani!)
    • Il web 2.0 può essere tranquillamente mainstream


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