Web 2.0 – che fatica!

Dopo un paio di settimane di vacanza i Sudafrica lontano dalla civiltà, e 3 settimane per riabituarmi al ritmo del lavoro (sarà civile questo?), sono riuscito finalmente a tornare a scrivere sul blog!

Cosa è successo nel frattempo?

Sabato scorso stavo finendo di controllare tutti i messaggi rimasti in coda, tra Mail, Facebook ecc, e finalmente, giunto a Twitter, ho visto il messaggio di Wolly, “iwordcamp ci siamo quasi” (devo ammettere che me ne ero dimenticato), così mi sono precipitato alla Triennale, e ho fatto in tempo a sentire l’intervento di Matt Mullenweg (e molti dei discorsi che si sono susseguiti nel pomeriggio), che sono stati molto utili per riprendere un po’ il filo.

Per saperne di più e vedere alcune interviste: iWordCamp 2008.

Venendo al punto, ecco le riflessioni della settimana…

Una delle cose che mi ha colpito di più di Matt è la visione “tutto si può migliorare, iniziando in prima persona a provarci”, uno dei punti chiave della cultura 2.0. Assieme all’idea del social networking, per cui se trovo altre persone con cui condividere desideri, conoscenze e sforzi, le cose si riescono a fare, questa attitudine ha prodotto una quantità notevole di innovazione, che si è tradotta in una enorme quantità di siti, servizi, tool, widget ecc., tutti con un fattore “evolutivo – beta” piuttosto elevato.

Questa molto contemporanea inquietudine esistenziale del web 2.0 è animata senza dubbio da ottime intenzioni, ma non produce sempre gli effetti sperati nel produrre “miglioramento”… e ha finito per creare una linea evolutiva che assomiglia a quella consumistica e competitiva dei software proprietari, in cui la competizione si gioca per lo più sulla battaglia delle features, e sulla stimolazione continua di bisogni nuovi. Spesso, infatti, gli strumenti che abbiamo, se usati in modo appropriato e preciso, sarebbero sufficienti per rispondere alle nostre necessità. 

Cogliere il miglioramento

La semplificazione (della vita), o meglio la gestione della complessità, è la sfida più importante della contemporaneità!

La maggior parte dei mondo del web 2.0 dichiara di tendere verso questo fine, ne è un esempio la retorica “1, 2 ,3 pronti via” delle introduzioni di molti siti, o gli screencast che mostrano quanto sia veloce e semplice costruire un database di informazioni consultabili via mobile su cui puoi salvare la lista della spesa, e consultarla quando sei al super con una semplice query via sms (esiste davvero)… ma non è più semplice scriversi la lista su un bigliettino?

Una delle cose che ho apprezzato di più del discorso di Matt, è stato il realismo e la prudenza rispetto alla questione dello sviluppo e dell’introduzione delle evoluzioni in WordPress, nonché l’attenzione ai feedback della comunità degli utilizzatori. L’idea di portare avanti in parallelo la creazione di funzionalità nuove per fare le cose, cercando di preservare e incrementare la semplicità di utilizzo, mi sembra quella giusta.

In ogni caso credo che per cogliere il “miglioramento” che possono produrre le tecnologie e gli strumenti nuovi, gli utenti dovrebbero maturare una maggiore consapevolezza dei mezzi esistenti, e cercare di diffonderla ai propri familiari, amici e colleghi perché la semplificazione è una conquista sociale!

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Alcantara Lab features user generated videos

In occasione del concorso per giovani video makers Extraordinary every day movie contest Alcantara LAB contest ha lanciato un canale di Youtube con i filmati dei partecipanti.

Alcuni video non sono male (e tra gli autori alcuni nomi mi sembra di averli già sentiti in manifestazioni come Assab One…)

In ogni caso i miei top 4 sono:

  1. The fakir, di Alessandra Cardone
  2. Kidnapped by Alcantara, di Cinzia Pedrizzetti
  3. Looking the thresholds di Sara Caliumi
  4. Extraordinay every day di Duarte Amorim de Oliveira




Arriva c6.tv

Oggi una notizia interessante. Arriva c6.tv, la prima (non solo) web tv milanese, presentata giusto l’altro giorno.
Nata in parte dall’esperienza di sei milano (che mi piaceva molto quando andavo al liceo), unita a varie partnership tecnologiche, comunicative/strategiche, si propone di utilizzare il web e le tecnologie mobile per la diffusione e la raccolta di contenuti.

Le idee su cui si basa questo progetto sono tante, tra cui:

  1. User generated contents (anche contenuti pubblicitari, molto up to date!)
  2. Citizen journalism
  3. Democrazia e collaborazione, grazie anche ad una redazione per coordinare ed incrementare la qualità della partecipazione dei cittadini video-reporter
  4. Contemporaneità: notizie in diretta, comunicazione veloce su cosa sta avvenendo nel momento preciso in cui lo guarda (molto twitter!)
  5. Creazione di canali nati e aggregati dal basso
  6. Profilazione e personalizzazione, categorizzazione dei contenuti
  7. Tecnologia*
  8. Multicanalità e multipiattaforma sia per la fruizione che per l’upload (web, mobile, satellite analigico)
  9. Milanesità
  10. Presenza tecnologia nella città (ad es. intallazione di web cam comandate in remoto e monitor interattivi in giro per la città)

La tecnologia è senza dubbio uno degli aspetti fondamentali del progetto, attualmente dal sito non è ancora del tutto chiaro cosa ci sarà: saranno comunque sfruttati più formati per il web e il mobile (wmv, flash etc.), non chè varie forme di raccolta dei contenuti…

L’idea della diretta mi sembra molto stimolante, anche se mi piacerebbe che ci fossero degli spazi dedicati alla costruzione di servizi di approfondimento e opinione, magari con un tool di elaborazione dei vido web based come Jumpcut… e soprattutto mi piacerebbe un approccio estremamente video-centrico come nelle web tv di cui ho parlato in un precedente post.

La sfida mi sembra complessa, stimolante e degna di supporto. I tempi saranno maturi? Sui temi messi in gioco c’è una certa discussione in questo momento!

Insomma: sono un potenziale target… resto in curiosa attesa delle prime trasmissioni!


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RitaliaCamp – impressioni

La giornata al RitaliaCamp di Milano è stata ricca di stimoli e di impressioni positive.
Innanzi tutto fa molto piacere incontrare centinaia (è vero!) di persone interessanti, che condividono interesse e impegno. Ho apprezzato moltissimo anche il clima di accoglienza, di dialogo aperto, di democrazia e di scambio…

Non dico altro. Ecco il link del blog del RitaliaCamp per seguire gli sviluppi dell’iniziativa.

01. I nasi di milano

Naso wagner

  • Cosa sono?
  • A cosa servono, se servono (ancora) a qualcosa…
    • Perchè se non servono più nessuno li ha tolti?
  • Chi li ha messi?
  • Quanti sono?
  • Dove sono?
    • Ci sono anche in altre città?

Queste e altre domande tormentano da anni numerose persone… e pensare che c’è gente che non li ha mai visti!